Conclusioni
L’Enojazz, il locale teatro di tante serate, tante situazioni tragicomiche, tante tantissime risate, luogo che ha rappresentato per noi una specie di avamposto in questi ultimi anni, nostro trampolino di lancio per le serate romane, ieri notte ha chiuso. Per carità, non è un lutto, non è un dramma. Perchè il bello di quel locale erano le persone che lo conducevano e vi lavoravano. E qua di certo non è morto nessuno! Queste persone rimangono, rimarranno e – aggiungo – “guai a chi me le tocca”.
Dicevo che non è un dramma… però rimane comunque l’amaro in bocca. E’ l’ennesimo segno di un tempo che sta passando inesorabile. E’ la conclusione dell’ennesimo capitolo. Pazienza. Però ammetto che è difficile per me abituarsi a quest’opprimente inerzia temporale. La subisco a denti stretti, con lo spirito di chi sa che non ci può far nulla. La grande concatenazione degli eventi, la vita stessa sono troppo pesanti ed ingombranti per essere fermate: come un’enorme nave che si avvia inesorabile allo scontro con l’iceberg. Vorremmo fermarla, deviarla ma è impossibile. Ci si sbatte contro. Ci si deve sbattere contro. Quindi accettiamo (fintamente) di buon grado questa cosa.
Auguro tutto il meglio alle persone di cui sopra. Sono sicuro che in tempi brevi torneranno a fare grandi cose.
E se pure non fosse, il valore di queste persone di certo non sarà messo in discussione. Persone capaci, cortesi, rivelatesi nel tempo buoni amici. Persone che sono riuscite a guadagnarsi l’affetto e la fiducia di uno diffidente e pignolo come il sottoscritto. E questa è davvero una grande impresa.
Mi auguro di avere a breve notizie su qualche nuova iniziativa di Ketty & co. Nel frattempo… un saluto.
A presto.
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- Published:
- Aprile 25, 2007 / 11:52 am
- Category:
- Personali
- Tags:
- Avvenimenti, Riflessioni
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